Vienna

Tra i miei vagabondare, questo dicembre ho passato tre giorni a Vienna – città dal fascino tutto austroungarico – tra una torta, una cioccolata calda e qualche wiener schnitzel oltre che numerose tappe nei musei cittadini.

Per cominciare, immancabile è la visita al Belvedere, non solo per ammirare Klimt, le cui opere più famose, Giuditta (1901) e Il Bacio (1907-08), sono qui conservate, ma anche tutti gli altri capolavori presenti, come, ad esempio il Ritratto di Sonja Knips (1898) sempre di Gustav Klimt e il bellissimo Le cattive madri (1894) di Giovanni Segantini.

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Altro museo consigliatissimo è il Museo di Arti Applicate (MAK), dove si possono ammirare una serie di oggetti di design creati nel corso della storia: dallo stile Biedermeir a quello secessionista, a oggetti contemporanei; da non perdere l’intramontabile sedia Thonet 14.

Immancabile, poi, un salto al Kunsthistorische Museum dove però servirebbe almeno una settimana per poter apprezzare tutti i capolavori presenti. Avendo a disposizione solo un pomeriggio ho dato la priorità alle aree che mi interessavano maggiormente, ossia i pittori rinascimentali europei, saltando quasi a pie pari tutto quello che riguardava le altre collezioni: danno bella mostra di sé, tra gli altri, capolavori di Raffaello, Tiziano, Correggio, Vermeer.

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Nei rari momenti che non ho passato chiusa in un museo o seduta al tavolo di un bar a mangiare torte, sono riuscita a fare una passeggiata nell’innevato Volksgarten, vicino all’Hofburg, nei cui pressi sorge anche la celebre Looshaus progettata da Adolf Loos e tanto odiata da Francesco Giuseppe

Altro luogo imperdibile è sicuramente Karlsplatz dove si trovano le iconiche fermate della metropolitana in stile secessionista di Otto Wagner – e dove in periodo natalizio si trovano gli immancabili mercatini. Poco più avanti, si trova il Palazzo della Secessione, sempre di Wagner. Continuando sempre sulla Wienzeile si trova poi un grande mercato, Nashmarkt, con annesso mercatino delle pulci – tappa obbligatoria per gli amanti del vintage come me e per chi, sempre come me, è appassionato di architettura, dato che nei pressi si possono ammirare i celebri palazzi  di Wagner decorati con maioliche e oro.

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Tra un museo e l’altro, ovviamente, è fondamentale rifocillarsi, soprattutto nella  fredda stagione invernale: obbligatorio provare tutte le varie pasticcerie presenti in città dove gustare Sachertorte e Strudel – consigliatissimo è Vollpension, una piccola cooperativa gestita da nonne volontarie che sfornano torte preparate artigianalmente ogni giorno -.

Immancabili nel menù sono le Wiener schnitzel, le tipiche cotolette impanate viennesi e, ovvimente, i würstel magari accompagnati da una buonissima senape che viene aromatizzata al miele.

Infine, per l’aperitivo, per gli amanti dell’architettura, è obbligatoria una tappa all’American Bar di Loos in pieno centro dove si può rivivere l’atmosfera dei locali anni 20.

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