Berlino

Appena tornata da Berlino, faccio fatica a mettere insieme un pensiero chiaro della città. Berlino è un agglomerato di stimoli e stili. Sembra che nulla sia ordinato, nulla sia definito, nulla abbia una direzione vera e propria.

E questo è comprensibile se pensiamo alla satira della città stessa, nata e risorta dalle sue ceneri più volte.

E’ una città assurda, eclettica, strana. Non è una città bella nel senso comune del termine, ma sicuramente è una città affiscinante. Insomma, non è bella, ma piace.

Berlino ha una forza particolare, si visita non per i monumenti, ma per i parchi (è una della città più verdi d’Europa), per i quartieri alla moda, per i mercati profumati di spezie e pieni di oggetti vintage a poco prezzo, per l’architettura, per la storia soprattutto. 

In questi cinque giorni passati nella capitale tedesca posso dire di aver riconfermato l’amore che già provavo per lei.

Ho camminato per Tempelhof ammirando il mostruoso ma affascinante ex aeroporto nazista ora trasformato in un enorme parco dove si possono trovare piccoli chioschi dove bere una birra accompagnata da un brezel e ho bevuto birra a Neukölln con le mie amiche.

Ovviamente non potevano mancare la visita alla Gemälde Galerie e il pic-nic al Tiergarten, per poi passeggiare lungo la Unter den Linden fino ad Alexanderplatz.

Ma soprattutto non poteva mancare la serata a Kreuzberg, la passeggiata alla East Side Gallery, il giro al mercato di Mauerpark in caccia di abiti vintage, e quello a Maybachufuer per gustare un sacco di cibo etnico.

Berlino è una città che difficilmente si può rinchiudere in schemi ed itinerari, il mio consiglio e di viverla, passeggiare per le strade di giorno e di notte, prendere la metro e assaporare l’atmosfera da città in espansione, ma rilassata, attiva ma senza fretta, ricca ma senza esagerare. E’ una città di contraddizioni, o la sia ama dal primo momento o forse non la si amerà mai.

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