Giordania pt. 2

Riprendo il racconto dove lo avevo interrotto, ossia qui.

 

Giorno 4_

Petra

Non ho parole per descrivere la bellezza incredibile di questa città secolare interamente scavata nella pietra, capitale del popolo dei Nabatei. Di una bellezza letteralmente mozzafiato.

Vi serviranno 2 (o più) giorni per visitare l’intero sito archeologico – che è immenso. Ma se siete dei buoni camminatori non avrete problemi a vedere tutti i monumenti che si snodano lungo il percorso principale e anche a fare qualche sentiero alternativo.

Noi siamo riusciti a vedere quasi tutto anche se purtroppo abbiamo avuto sfortuna e non abbiamo potuto usare il secondo ingresso al sito archeologico incluso nel Jordan Pass per via del tempo tremendo (pioggia e nebbia fittissima). 

.f che ammira il Tesoro di Petra

Shobak

Il castello di Shobak dista circa mezz’ora da Petra, motivo per cui, abbiamo deciso di fare una breve visita anche a questo sito che risale al 1115. Il castello è stato eretto da Baldovino in una posizione particolarmente strategica. Oggi purtroppo è in condizioni tremende di semi abbandono, ma la vista che si può godere dall’altura su cui sorge è effettivamente incredibile. Se avete quindi ancora un po’ di forze rimaste dopo l’escursione a Petra vale la pena di farci un salto.

Ovviamente l’ingresso è gratuito se avete il Jordan Pass.

Vista dal castello di Shobak sulle colline circostanti

 

Giorno 5_

Aqaba e Mar Rosso

In questa giornata avremmo dovuto continuare la visita al sito archeologico di Petra ma a causa del tempo avverso abbiamo deciso di anticipare la visita ad Aqaba e al Mar Rosso.

Onestamente avremmo fatto meglio a cambiare itinerario. Purtroppo Aqaba non valeva assolutamente le 2h di viaggio e anche il mare, per quanto limpidissimo e dale acque abbastanza calde per essere gennaio, ci ha deluso. 

Diciamo che questa giornata ci ha un po’ scombussolato e, a saperlo prima, avremmo probabilmente fatto meglio ad anticipare la nostra escursione nel deserto.

 

Giorno 6_

Wadi Rum

Dopo aver pernottato nei pressi del villaggio di Rum, proprio alle soglie del grande deserto, abbiamo percorso le sabbie dorate di questo incredibile deserto, molto diverso dal Sahara che avevo visto in Marocco, ma sempre estremamente suggestivo. Le escursioni vengono organizzate dai vari desert camp che trovate nei pressi del villaggio, ma fate attenzione perchè solo i camp che risiedono dentro la riserva naturale del Wadi Rum possono effettivamente portarvi a vedere alcune delle attrazioni più famose, tra cui la Fonte di Lawrence, il Big Rock Bridge e il White Desert. Inoltre, se prenotate l’escursione con i beduini che risiedono dentro la riserva naturale, una parte dell’incasso andrà a loro stessi e al loro sostentamento.

In ogni caso l’escursione vale la pena per i paesaggi incredibili che si possono ammirare e, se siete fortunati come noi, potrete anche guidare la Jeep nel deserto per un breve tratto.

Con il Jordan Pass l’ingresso al Wadi Rum è gratuito e pagherete solo il costo dell’escursione. Noi abbiamo pagato circa 50 JOD per una gita di 4 ore circa.

Deserto del Wadi Rum

 

Giorno 7_

al-Karak

La città di Karak si trova a 2h30m da Petra. Qui potrete vedere un altro castello di origine medievale, in condizioni di conservazione leggermente migliori di quelle in cui versava Shobak. La città è abbastanza grande ma a parte il castello non c’è molto altro da vedere.

Umm ar-Rasas

A circa un’ora da al-Kerak si trova il sito archeologico Unesco di Umm ar-Rasas. Anche qui vedrete principalmente una distesa di ruderi ma la cosa eccezionale sono i mosaici. il tutto reale ad un periodo compreso tra il III e il IX sec. d.C. e vi stupirà per la conservazione quasi perfetta di alcuni di questi reperti tra cui il mosaico pavimentale della chiesa di Santo Stefano. Vi consiglio vivamente di fermarvi ad ammirare questi capolavori spersi nella campagna dove potrebbe capitarvi di incontrare pastori di pecore che beatamente conducono i loro animali tra le rovine – questo per farvi capire lo stato di precarietà in cui si trovano questi preziosissimi reperti.

Um ar-Rasas, resti

Qasr al-Kharaneh

Dopo gli splendidi mosaici ci siamo diretti a nord-est verso questo “castello” che si trova a circa 60 km da Amman, sulla strada che conduce verso l’Iraq, in mezzo al deserto, risale al periodo in cui gli ommayyadi risiedevano in questo territorio. Il luogo è incredibilmente suggestivo proprio per la sua posizione decisamente isolata.

Quseir ‘Amra

E ancora più isolato è il sito UNESCO di Quseir ‘Amra. Il sito è molto piccolo, conserva una sola costruzione del VIII secolo al cui interno sono conservati degli affreschi incredibili. La visita a questo luogo è stata ancora più affascinante dal momento che, essendo probabilmente gli unici visitatori del sito durante la giornata, e essendo il tempo abbastanza freddo, il guardiano ci ha lasciato letteralmente le chiavi del palazzo dove siamo entrati quindi completamente soli e indisturbati.

Gli affreschi sono incredibili e vale assolutamente la pena farsi ancora qualche km sulla Al-Badiya Highway per ammirarli.

Quseir ‘Amra

Dopo questi ultimi vagabondare siamo ritornati ad Amman. Fate attenzione perchè è una città trafficatissima e, se come noi arrivate attorno alle 18, come in ogni grande metropoli che si rispetti, finirete incastrati nel traffico. Il giorno dopo stanchi felici (e raffreddati) siamo tornati verso l’Italia serbando dei ricordi meravigliosi di questa terra aspra, difficile, inospitale ma bellissima.

 

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