Il gatto venuto dal cielo: un dono inaspettato nel “vicolo fulmine”

TITOLO: Il gatto venuto dal cielo
AUTORE: Hiraide Takashi
N° PAGINE: 128
TRAMA IN 3 PAROLE: gatto, presenza, legame
A CHI LO CONSIGLIO: a chi è in cerca di una lettura insolita, semplice e simpatica.

Se c’è una cosa che cerco spesso nelle mie letture, sono quelle storie brevi e rarefatte, capaci di creare un’atmosfera densa, un po’ malinconica e profondamente riflessiva. Il gatto venuto dal cielo di Takashi Hiraide risponde esattamente a questa esigenza.

È splendido come l’autore riesca a parlare con tanto amore e in modo così dettagliato della vita di un piccolo felino, e di come la quotidianità di una coppia finisca per gravitare totalmente attorno a esso. Chibi, la gattina, è la star indiscussa del “vicolo fulmine”, e lei stessa si rivela una vera e propria “cattura fulmini” per le emozioni dei protagonisti. È una testimone inconsapevole dello scorrere del tempo e della loro vita: lei, semplicemente, c’è. L’autore racconta i propri giorni quasi in funzione del gatto, e l’intera esistenza sua e della moglie ne esce dolcemente influenzata.

Eppure, il gatto non è l’unico abitante di questo microcosmo. Il giardino della casa è popolato da libellule, cicale e mantidi, presenze silenziose che circondano la coppia. Guardano la loro vita passare come testimoni attenti, trasformandosi quasi in guardiani di questo spazio verde e sospeso.

Da questa cornice naturale la storia si sviluppa, mostrandoci con una delicatezza disarmante come l’amore per gli animali sia, a tutti gli effetti, un dono sceso dal cielo.

Tra le pagine di questo libricino ho trovato delle riflessioni che mi hanno colpita profondamente e che ho subito appuntato. Ve ne lascio una, per me bellissima:

“Lontano dal cielo e dalla terra, si sporgeva verso spazi ignoti.”

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